Ginecologia
Vaginismo
Il vaginismo è la contrazione involontaria dei muscoli perineali e dell'introito vaginale che rende difficile o impossibile la penetrazione, a volte anche la visita ginecologica. Al centro Novavita di via Francesco de Mura 23, al Vomero a Napoli, la specialista in Ginecologia inquadra il disturbo e imposta la cura personalizzata.

Si parla di vaginismo quando la penetrazione vaginale è estremamente difficile, fino a rendere impossibile la stessa esplorazione ginecologica. Se non trattato, il disturbo tende ad aggravarsi e compromette la vita sessuale e di relazione. Molto spesso il pudore e la speranza che la situazione si risolva da sola ritardano il confronto con il medico, sia nelle forme presenti fin dall'esordio della vita sessuale (vaginismo primario) sia in quelle comparse dopo anni di sessualità appagante (vaginismo secondario).
Le cause
Nel vaginismo primario, presente fin dai primi tentativi di rapporto sessuale, solo molto raramente il disturbo dipende, come molte pazienti temono, da una malformazione dei genitali. L'educazione familiare e culturale, l'inadeguatezza del partner e, purtroppo, le esperienze di abuso sessuale sono le cause più frequenti del problema.
Nel vaginismo secondario, insorto in una donna con precedente vita sessuale, le cause vanno dai problemi relazionali con il partner ai traumi dell'apparato genitale (uno dei più frequenti è il parto), fino alle modificazioni ormonali del puerperio e della menopausa. Non vanno dimenticate le cause mediche, sempre più comuni, legate alle lunghe terapie antiormonali per alcuni tumori, come quello della mammella.
I sintomi
Il sintomo principale è il dolore al tentativo di rapporto sessuale, dovuto alla contrattura spastica involontaria dei muscoli perineali e dell'introito vaginale. La contrattura a volte è scatenata da dolore e bruciore al primo contatto con pareti vulvari poco trofiche, per carenza di estrogeni (menopausa), per prevalenza relativa di progesterone (puerperio) o perché le condizioni psicologiche non permettono una lubrificazione adeguata. La scarsa lubrificazione favorisce abrasioni e microfissurazioni dolorose dopo i tentativi di penetrazione.
In menopausa il marcato assottigliamento delle pareti vaginali rende più superficiali le fibre nervose profonde, che durante i rapporti vanno incontro a una stimolazione dolorosa. Se non disattivata per tempo, questa situazione alimenta il timore che il dolore si ripresenti, fino alla cronicizzazione della difficoltà ad avere rapporti.
La diagnosi
La diagnosi si basa sul colloquio e su una visita ginecologica condotta con gradualità e delicatezza, adattata alla sensibilità della paziente. Serve a escludere le rare condizioni malformative e le cause organiche del dolore (infezioni, atrofia vulvo-vaginale, esiti di traumi) e a valutare il tono della muscolatura perineale. Se la componente psicologica è rilevante, la ginecologa può proporre un supporto psicologico o sessuologico.
Cure e trattamenti
Il trattamento dipende dalla causa. Nei casi primari, escluse le rare condizioni malformative, è spesso indicato un percorso con uno psicologo o un sessuologo esperto, per isolare e affrontare le motivazioni alla base del problema.
Tutti i casi, primari e secondari, possono giovarsi di creme lubrificanti a uso locale: non una cura, ma un ausilio che attenua i disturbi. Nei casi secondari all'assottigliamento delle mucose vulvo-vaginali sono utili prodotti locali contenenti estrogeni. L'approccio multimodale è spesso indispensabile: lavora insieme sulla paura della penetrazione, sui fattori psicosomatici e sullo spasmo muscolare al momento del rapporto.
Lo scopo primario della terapia è il progressivo decondizionamento dello spasmo involontario dei muscoli dell'ingresso vaginale. Prima va però affrontata la componente fobica, con un supporto psicoterapeutico; sul versante muscolare si lavora con tecniche di rilassamento e, quando indicato, con dilatatori vaginali di dimensioni crescenti, introdotti gradualmente sotto il controllo della paziente, del terapista o del partner.
Buoni risultati si osservano con i SERM (modulatori selettivi dei recettori estrogenici), sostanze non ormonali che attivano i recettori per gli estrogeni solo in distretti corporei precisi; se il dolore è già attivo al vestibolo vulvare si associano inibitori locali della risposta nervosa. Risultati favorevoli si registrano anche con le terapie fisiche locali (laser, onde elettromagnetiche, radiofrequenza), indicate soprattutto nei disturbi uro-genitali da ipostimolazione ormonale: in poche sedute, seguite da applicazioni di mantenimento, migliorano spessore, trofismo e vascolarizzazione delle pareti vulvo-vaginali, con una netta regressione dei sintomi. Alle conoscenze attuali sono valutabili anche nelle pazienti oncologiche, in accordo con lo specialista curante. È infine in studio, con risposte positive, la tossina botulinica ad alte dosi per il rilassamento della muscolatura perineale.
Al centro Novavita del Vomero il percorso comprende la visita ginecologica, le terapie locali personalizzate, la riabilitazione del pavimento pelvico e i trattamenti fisici come la radiofrequenza per il ringiovanimento vulvo-vaginale, con la collaborazione di psicologo o sessuologo quando indicata.
Controindicazioni
Le controindicazioni riguardano i singoli trattamenti e si valutano in visita. In linea generale:
- gravidanza e allattamento richiedono di rinviare terapie ormonali, SERM e trattamenti fisici;
- le infezioni genito-urinarie in atto vanno curate prima di iniziare terapie fisiche o riabilitative;
- estrogeni locali e SERM richiedono particolare cautela nelle pazienti con tumori ormono-sensibili, in accordo con l'oncologo;
- patologie ginecologiche o generali non ancora inquadrate richiedono prima gli accertamenti del caso.
La scelta del trattamento spetta sempre alla specialista, dopo la visita.
Effetti indesiderati e precauzioni
Le terapie locali (lubrificanti, creme, ovuli) possono causare irritazione o bruciore transitori. Dopo le sedute di radiofrequenza o laser sono possibili arrossamento e una sensazione di calore transitori. I dilatatori possono dare un fastidio iniziale, che il training graduale riduce. La tossina botulinica, sperimentale per questa indicazione, può causare debolezza muscolare transitoria nella sede di iniezione. Segnala sempre alla specialista i farmaci che assumi e ogni disturbo comparso durante il percorso.
Domande frequenti
Dal vaginismo si può guarire?
Il vaginismo è un disturbo trattabile: con un percorso adeguato, che combina supporto psicologico, training di rilassamento muscolare, dilatatori e terapie locali o fisiche, la maggior parte delle pazienti recupera una vita sessuale serena. I tempi variano da persona a persona: chiedere aiuto presto rende il percorso più semplice.
Che differenza c'è tra vaginismo e dispareunia?
Il vaginismo è la contrazione involontaria dei muscoli vaginali che rende difficile o impossibile la penetrazione; la dispareunia è il dolore avvertito durante il rapporto. Le due condizioni possono coesistere e alimentarsi a vicenda, per questo la valutazione ginecologica le considera entrambe.
È possibile fare la visita ginecologica se soffro di vaginismo?
Sì. La visita viene adattata alla situazione: la specialista procede per gradi, spiega ogni passaggio e si ferma quando serve. Nei casi più marcati la prima valutazione può limitarsi al colloquio e all'osservazione esterna, rimandando l'esplorazione a quando la paziente si sente pronta.
I dilatatori vaginali funzionano?
Sono uno degli strumenti più utilizzati: introdotti gradualmente, in dimensioni crescenti e sotto il controllo della paziente, del terapista o del partner, aiutano a decondizionare lo spasmo muscolare e a ridurre la paura della penetrazione. Danno i risultati migliori all'interno di un percorso guidato, con il supporto psicologico quando indicato.


