Ginecologia
Condilomi e HPV (Papillomavirus)
L’infezione da papillomavirus umano (HPV) è molto comune e può causare condilomi genitali e alterazioni delle cellule del collo dell’utero. Al centro Novavita, in via Francesco de Mura 23 al Vomero a Napoli, la ginecologa esegue la diagnosi con Pap test, HPV test e colposcopia e tratta le lesioni in ambulatorio.

I virus HPV comprendono numerosi sottotipi, in grado di causare lesioni diverse. Alcuni provocano le verruche, che in genere colpiscono mani e piedi; altri sottotipi causano i condilomi genitali; altri ancora determinano alterazioni cellulari del collo dell’utero che, in una piccola percentuale di casi, possono con il tempo evolvere in lesioni tumorali.
Il virus HPV è estremamente diffuso: secondo le stime, almeno il 70% della popolazione ne viene a contatto nel corso della vita, anche se solo una piccola parte manifesta lesioni.
Le cause
L’HPV si trasmette solitamente per via sessuale, ma il contagio può avvenire anche per altre vie, per esempio attraverso oggetti contaminati. L’esposizione al virus non sempre causa le lesioni: per la loro comparsa sono determinanti anche le difese immunitarie, generali o specifiche per il tipo di virus, della persona esposta.
I sintomi
Le alterazioni cellulari del collo dell’utero e della vagina non danno alcun sintomo. I condilomi genitali, invece, a volte causano una lieve irritazione; più spesso vengono notati come piccole escrescenze al tatto o alla vista.
La diagnosi
L’esame più sensibile per la diagnosi di infezione è il test che rileva la presenza del DNA virale (HPV test), con il quale si riconoscono i virus ad alto rischio, cioè quelli in grado di provocare alterazioni tumorali. L’infezione del collo dell’utero viene invece rilevata con il Pap test, che evidenzia le alterazioni cellulari causate dal virus.
Quando si sono sviluppati dei condilomi, sono di solito facilmente riconoscibili sia alla vista sia al tatto. Le dimensioni sono variabili, da pochi millimetri a lesioni anche molto estese. A volte i condilomi si estendono dalla vulva alla vagina, all’ano e al collo dell’utero, dove possono assumere un aspetto più appiattito. Nei casi dubbi il medico può eseguire una biopsia.
In caso di Pap test o HPV test positivo si esegue una colposcopia, un esame con il quale il collo dell’utero viene osservato con una lente a forte ingrandimento, con eventuale biopsia e successivo esame istologico delle lesioni rilevate.
I rischi
I condilomi, specie se di piccole dimensioni, possono guarire spontaneamente nel corso del tempo; se non trattati, però, possono aumentare di numero e dimensioni, rendendo la terapia più complessa e aumentando il rischio di diffusione.
In una piccola percentuale di persone il virus può integrarsi nel DNA delle cellule del collo dell’utero, trasformandole nel corso del tempo in cellule tumorali. Le alterazioni lievi molto spesso regrediscono spontaneamente, ma in alcuni casi possono progredire fino al tumore del collo dell’utero. Il virus HPV è inoltre implicato in alcuni tumori della vulva, del pene, dell’ano e della faringe.
Cure e trattamenti
Finché le alterazioni del collo dell’utero sono di basso grado, l’atteggiamento è in genere di attesa e controllo, perché spesso regrediscono spontaneamente. Le lesioni di alto grado (HSIL) vengono trattate in ambulatorio rimuovendo la zona interessata con ansa diatermica (LEEP) o con il laser: di solito questo piccolo intervento è risolutivo e non compromette la fertilità.
È inoltre disponibile la vaccinazione contro il virus HPV, oggi offerta sia alle ragazze sia ai ragazzi. Oltre a proteggere dai sottotipi più spesso responsabili delle trasformazioni maligne del collo dell’utero, il vaccino protegge anche dai due tipi di virus più comunemente implicati nei condilomi (HPV 6 e 11). La vaccinazione può comunque essere praticata da qualunque persona, femmina o maschio, di meno di 45 anni, età sotto la quale la risposta immunitaria è efficiente.
I condilomi, cioè le escrescenze verrucose che compaiono nella regione vulvare, sul pene, nella zona perianale o nel solco intergluteo, possono essere trattati con una crema a base di imiquimod, una sostanza in grado di stimolare le difese immunitarie locali, da applicare per varie settimane. Le terapie più utilizzate restano però quelle di tipo fisico: la diatermocoagulazione, l’applicazione di azoto liquido e il trattamento laser, che è il riferimento per le lesioni molto estese.
Al centro Novavita, al Vomero a Napoli, è possibile eseguire la visita ginecologica con la valutazione delle lesioni, gli esami di screening e il trattamento ambulatoriale dei condilomi, in particolare con il laser chirurgico.
Controindicazioni
Le terapie per le lesioni da HPV richiedono una valutazione medica preliminare. In particolare:
- in gravidanza il trattamento va valutato caso per caso: alcune terapie vengono rinviate e l’imiquimod non è indicato; la vaccinazione anti HPV è rinviata a dopo il parto;
- le infezioni o infiammazioni genitali in fase attiva vanno trattate prima di procedere;
- disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti vanno segnalati prima dei trattamenti fisici (laser, diatermocoagulazione, LEEP);
- una allergia nota ai componenti del vaccino o ai farmaci impiegati ne controindica l’uso.
Effetti indesiderati e precauzioni
Dopo i trattamenti fisici dei condilomi sono comuni e transitori bruciore, arrossamento e piccole erosioni nella zona trattata, che guariscono in genere in alcuni giorni con le medicazioni indicate dal medico. La crema a base di imiquimod può causare irritazione locale. Dopo la LEEP possono comparire perdite o lievi sanguinamenti per qualche giorno.
Fino a guarigione avvenuta è prudente curare l’igiene locale e astenersi dai rapporti secondo le indicazioni ricevute; è inoltre opportuno che il partner si sottoponga a una valutazione. Dopo il trattamento sono raccomandati controlli periodici con Pap test ed eventuale HPV test, secondo il calendario stabilito dallo specialista in visita.
Domande frequenti
I condilomi vanno sempre rimossi?
Non sempre: le lesioni piccole possono regredire spontaneamente e a volte si sceglie di osservarle. Se non trattati, però, i condilomi possono aumentare di numero e dimensioni, rendendo la terapia più complessa. La scelta si fa in visita, in base a sede, estensione e sintomi.
Il trattamento dei condilomi fa male?
Le terapie fisiche (laser, diatermocoagulazione, azoto liquido) si eseguono in ambulatorio, di norma con anestesia locale: durante la seduta si avverte al più un pizzicore o una sensazione di calore. Nei giorni successivi è normale un bruciore modesto nella zona trattata, che si attenua con la guarigione.
Se ho l'HPV svilupperò un tumore?
No, nella grande maggioranza dei casi l'infezione si risolve da sola. Solo una piccola percentuale di persone, con virus ad alto rischio e infezione persistente, sviluppa nel tempo lesioni che possono progredire. Per questo contano i controlli regolari con Pap test, HPV test ed eventuale colposcopia.
Posso vaccinarmi anche se ho già avuto l'HPV?
Sì. Il vaccino non cura le lesioni già presenti, ma protegge dai sottotipi con cui non si è ancora venuti a contatto. Può essere praticato da donne e uomini di meno di 45 anni, età sotto la quale la risposta immunitaria è efficiente. L'indicazione si valuta con il medico.


