Chirurgia plastica
Mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia plastica che aumenta il volume del seno con protesi mammarie. È indicata per chi ha un seno piccolo, svuotato dopo gravidanza e allattamento o asimmetrico. Al centro medico Novavita, in via Francesco de Mura 23 al Vomero a Napoli, l’intervento viene programmato dopo una visita chirurgica preliminare.

Per chi è indicato
La mastoplastica additiva è tra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti. Molte donne vivono il seno come parte importante della propria femminilità, e un volume ridotto, uno svuotamento o un’asimmetria possono pesare sulla serenità personale. L’intervento è indicato per chi desidera:
- rendere il seno più proporzionato e voluminoso rispetto al resto del corpo;
- ridare forma e volume a un seno che si è svuotato con la gravidanza e l’allattamento;
- correggere un’asimmetria mammaria, cioè una differenza di volume tra le due mammelle.
La misura «giusta» del seno è soggettiva e legata alla costituzione di ciascuna. Il chirurgo valuta il corpo nel suo insieme per definire la tecnica più adatta e per scegliere forma e dimensione della protesi. Il risultato è duraturo: per questo la scelta del volume va fatta con calma e piena consapevolezza, insieme al chirurgo. La chirurgia estetica del seno può contare su una lunga esperienza, sia nelle tecniche operatorie sia nell’evoluzione dei materiali protesici.
L’intervento
L’aumento del seno si esegue in genere in anestesia generale, in casi selezionati in anestesia locale con sedazione, e di solito non dura più di due ore. La tecnica più usata prevede un’incisione nel solco sotto il seno, vicino al torace, oppure lungo il margine inferiore dell’areola, la parte più scura intorno al capezzolo. Attraverso l’incisione si crea una tasca sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale, nella quale viene posizionata la protesi; l’incisione viene poi chiusa con piccole suture. Le protesi disponibili sono tonde o anatomiche, dette «a goccia».
Nella maggior parte dei casi l’intervento non compromette la capacità di allattare e non impedisce i normali controlli radiologici della mammella; non vi è evidenza che le protesi favoriscano l’insorgenza del tumore mammario. È comunque importante segnalare la presenza delle protesi al radiologo in occasione di mammografie ed ecografie.
Il recupero
La degenza è in genere di un giorno. Il rientro al lavoro è possibile dopo circa 4 giorni e il ritorno alla normale vita sociale dopo circa una settimana. Il dolore nei primi giorni è di solito contenuto e si gestisce con i comuni analgesici prescritti dal chirurgo. L’attività sportiva si riprende gradualmente dopo circa 20 giorni, evitando all’inizio gli sforzi che coinvolgono i muscoli pettorali. Per circa 30 giorni va evitata l’esposizione al sole; nello stesso periodo il gonfiore si riassorbe e il seno assume progressivamente il suo aspetto stabile. Nelle prime settimane è in genere consigliato un reggiseno contenitivo, secondo le indicazioni del chirurgo.
Controindicazioni e rischi
L’intervento va rinviato o evitato in caso di gravidanza o allattamento in corso, infezioni attive, patologie importanti non controllate, per esempio disturbi della coagulazione o malattie cardiovascolari, e in presenza di aspettative non realistiche sul risultato. Il fumo rallenta la cicatrizzazione: è opportuno sospenderlo nel periodo indicato dal chirurgo.
Come ogni intervento chirurgico, anche la mastoplastica additiva comporta rischi che vanno conosciuti prima di decidere: ematoma, sieroma, infezione, cicatrici visibili o ispessite, asimmetrie residue, alterazioni transitorie della sensibilità del capezzolo, contrattura capsulare, cioè un indurimento della capsula che si forma intorno alla protesi, e la possibile necessità di ritocchi o di sostituire le protesi negli anni. La visita preliminare serve proprio a valutare l’idoneità all’intervento e a discutere questi aspetti caso per caso.
Domande frequenti
L’intervento è doloroso?
Nei primi giorni è normale avvertire tensione e indolenzimento al torace, più evidenti nei movimenti delle braccia. Il fastidio si controlla con gli analgesici prescritti dal chirurgo e tende a ridursi in fretta: già dopo pochi giorni la maggior parte delle pazienti lo descrive come modesto.
Potrò allattare dopo la mastoplastica additiva?
Nella maggior parte dei casi sì: le tecniche usate rispettano la ghiandola mammaria e i dotti. La possibilità di allattare dipende comunque dalla tecnica e dalla sede dell’incisione, oltre che da fattori individuali: se prevedi una gravidanza, è un tema da affrontare in visita.
Le protesi interferiscono con mammografia e controlli del seno?
No, i normali controlli radiologici della mammella restano possibili. È importante segnalare sempre la presenza delle protesi al radiologo, che adotterà proiezioni dedicate. Non vi è evidenza che le protesi favoriscano l’insorgenza del tumore mammario.
Il risultato è per sempre?
Il risultato è duraturo e si stabilizza in circa un mese, quando il gonfiore si riassorbe. Le protesi moderne sono molto resistenti, ma non vanno considerate eterne: negli anni richiedono controlli periodici e, in alcuni casi, una sostituzione.


