Medicina estetica

Subcision, per cellulite e cicatrici depresse

La subcision è una tecnica di medicina estetica che libera la pelle dal basso: un ago sottile, introdotto sotto la cute, recide i setti fibrosi che la tengono ancorata ai piani profondi, così l'avvallamento si solleva. Si usa sulle fossette della cellulite di glutei e cosce e sugli esiti dell'acne. Si esegue al centro Novavita, in via Francesco de Mura 23, al Vomero a Napoli.

Immagine illustrativa: Subcision, per cellulite e cicatrici depresse

A cosa serve

Alcuni avvallamenti della pelle non esistono perché manca tessuto in superficie, ma perché sotto di essi corrono dei tralci di tessuto fibroso che tirano verso il basso, come punti di ancoraggio. Finché quei tralci restano, nessun trattamento di superficie riesce a spianare davvero la depressione. La subcision agisce proprio lì: recide le briglie e restituisce alla pelle la possibilità di riportarsi al livello del tessuto circostante.

Le indicazioni principali sono:

Non tutte le depressioni, però, rispondono a questa tecnica. Le cicatrici a punteruolo, strette e profonde come piccoli fori, non sono sostenute da aderenze e vanno affrontate in altro modo. Allo stesso modo, sul corpo, una pelle di aspetto irregolare ma senza fossette vere, dovuta soprattutto a ritenzione o a lassità, non è il bersaglio giusto: il medico lo verifica in visita, tendendo la pelle per capire quali avvallamenti sono davvero ancorati.

La subcision sulla cellulite

Nella cellulite il tessuto adiposo sottocutaneo è attraversato da setti fibrosi verticali che collegano il derma alla fascia sottostante. Quando uno di questi setti si irrigidisce, il grasso circostante continua a spingere verso l'alto mentre quel punto resta fermo: nasce così la fossetta, un avvallamento a margini netti che si vede soprattutto in piedi e con la luce radente. È una questione di struttura, non di volume, e per questo le fossette restano anche quando il peso cala.

La subcision interviene su quella struttura: recidendo il setto, il punto di trazione viene meno e la pelle risale al livello del tessuto attorno. La marcatura si esegue con la paziente in piedi, perché sdraiata gli avvallamenti si attenuano e diventa difficile individuarli. Poi, in anestesia locale, l'ago viene mosso a ventaglio nel piano immediatamente sotto la fossetta.

È bene sapere che cosa questa tecnica non fa: non riduce il grasso, non agisce sulla ritenzione di liquidi e non tonifica i tessuti. Per questo sul corpo viene quasi sempre inserita in un percorso più ampio, insieme ai trattamenti che lavorano sul microcircolo e sull'adiposità localizzata, e insieme all'attività fisica.

Come si svolge

Il trattamento è ambulatoriale. Il medico marca le aree da trattare con la pelle in tensione, sul corpo con la paziente in piedi, poi esegue un'anestesia locale della zona. Attraverso uno o più piccoli punti d'ingresso introduce un ago a punta smussata o una cannula sottile nel piano appena al di sotto della depressione e lo muove a ventaglio, recidendo le aderenze fibrose una a una.

La seduta dura indicativamente dai 30 ai 60 minuti, secondo il numero di fossette o di cicatrici e l'estensione dell'area: sul corpo si lavora su superfici più ampie che sul viso, quindi i tempi si allungano. Al termine si comprime la zona e si applica ghiaccio per limitare il sanguinamento sotto la pelle; sul corpo può essere indicato un indumento contenitivo nei giorni successivi. Le sedute successive, quando servono, si programmano a distanza di circa tre settimane.

Risultati: cosa aspettarsi

Nei primi giorni la zona è gonfia e livida, quindi il risultato non è leggibile subito. Sul corpo l'ematoma impiega più tempo a riassorbirsi che sul viso: la fossetta appare spianata quando il livido si è risolto, in genere fra la seconda e la quarta settimana. Il miglioramento prosegue ancora nelle settimane seguenti, perché nello spazio liberato la pelle deposita nuovo tessuto.

Sulle fossette trattate il risultato tende a mantenersi, perché il setto reciso non si ricostituisce identico. La cellulite però resta una condizione cronica, legata alla struttura del tessuto e alle sue variazioni nel tempo: possono comparire nuovi avvallamenti in punti diversi, e la superficie difficilmente diventa del tutto uniforme. Vale lo stesso per le cicatrici, dove il risultato è parziale e progressivo e sulle aree estese può servire più di una seduta. Per questo la subcision viene spesso inserita in un percorso, con tempi che il medico definisce caso per caso.

Controindicazioni

La subcision è poco invasiva ma resta una procedura che lavora sotto la pelle, quindi non è adatta a tutti. Le principali controindicazioni sono:

La visita preliminare serve a escludere queste condizioni e, prima ancora, a stabilire se gli avvallamenti sono del tipo che risponde a questa tecnica.

Effetti indesiderati e precauzioni

Ecchimosi ed ematoma non sono una complicanza ma la conseguenza attesa del trattamento: la manovra recide piccoli vasi sotto la pelle, quindi la zona si presenta livida e gonfia, con un colorito bluastro che vira al giallastro prima di scomparire. Sul corpo, soprattutto su glutei e cosce, lividi e indolenzimento durano più a lungo che sul viso, anche tre o quattro settimane. È bene metterlo in conto quando si sceglie il periodo in cui sottoporsi alla seduta.

Sono possibili inoltre dolore nelle prime ore, un modesto sanguinamento dal punto d'ingresso e, più raramente, infezione della zona trattata, formazione di noduli nel punto in cui il tessuto si riorganizza o una risposta cicatriziale eccessiva. Nei giorni successivi vanno evitati l'esposizione al sole e gli sforzi intensi, e vanno seguite le indicazioni del medico. In presenza di dolore crescente, arrossamento che si estende o febbre, occorre contattare subito il centro.

Domande frequenti

La subcision elimina la cellulite?

No. Agisce sulla componente fibrosa, cioè sui setti che creano le fossette, e su quelle il miglioramento è visibile. Non tocca il tessuto adiposo né la ritenzione di liquidi, e la cellulite resta una condizione cronica: possono comparire nuovi avvallamenti in altri punti.

La subcision fa male?

La zona viene anestetizzata localmente, quindi durante la seduta si avverte soprattutto una sensazione di pressione e di movimento sotto la pelle. Nelle ore successive è normale un dolore sordo, simile a quello di una contusione, che si attenua nel giro di pochi giorni.

Quante sedute servono?

Dipende da quante fossette o cicatrici sono ancorate e da quanto sono profonde. In genere serve più di una seduta, a distanza di circa tre settimane, il tempo che occorre ai tessuti per riorganizzarsi. Il numero viene definito in visita.

Si può associare ad altri trattamenti?

Sì, ed è la situazione più frequente. La subcision libera la depressione, poi si può lavorare sul resto: sul corpo con mesoterapia o carbossiterapia, sul viso con needling o laser frazionato. La sequenza viene decisa dal medico caso per caso.

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