Chirurgia plastica
Otoplastica: correzione delle orecchie a sventola
L’otoplastica è l’intervento di chirurgia plastica che corregge le orecchie a sventola, avvicinando il padiglione al cranio e rimodellando le pieghe della cartilagine. Dura circa 60 minuti, in day surgery, ed è indicata per adulti e bambini con l’accrescimento della cartilagine concluso. Si esegue presso il centro Novavita, in via Francesco de Mura 23, al Vomero a Napoli.

Per chi è indicato
Anche il viso più armonioso può perdere equilibrio se ai suoi lati compaiono le cosiddette «orecchie a sventola». Il problema delle orecchie ad ansa è molto diffuso e riguarda uomini e donne, adulti e bambini. È noto quanto possa pesare sul piano psicologico, a partire proprio dai bambini e dagli adolescenti, che diventano spesso oggetto di scherno da parte dei coetanei.
L’otoplastica è la soluzione chirurgica per chi vive con disagio l’aspetto delle proprie orecchie, ed è tra gli interventi di chirurgia plastica più richiesti perché corregge la sporgenza in modo stabile e duraturo. Poiché il problema è percepito soprattutto in età giovanile, la maggior parte dei pazienti ha un’età compresa tra i 6 e i 14 anni. Non esiste comunque un limite legato all’età: l’unico requisito è che l’accrescimento della cartilagine sia necessariamente concluso.
L’intervento
L’intervento di otoplastica ha una durata media di circa 60 minuti. Consente di intervenire sulla forma delle orecchie procedendo, a seconda dei casi, ad avvicinare al cranio la parte eccessivamente sporgente, oppure a correggere le asimmetrie dei due padiglioni o delle pieghe delle cartilagini. L’incisione viene di norma nascosta nel solco dietro l’orecchio, così la cicatrice resta poco visibile.
Per gli adulti è sufficiente procedere in anestesia locale con sedazione: l’intervento si svolge in day surgery, senza ricovero notturno. Per i bambini è più indicata un’anestesia generale, come raccomandato tra gli altri dalla American Society for Aesthetic Plastic Surgery, per la maggiore tranquillità sia del piccolo paziente sia del chirurgo.
Il recupero
Dopo l’intervento le orecchie vengono protette con una medicazione; nei giorni successivi il chirurgo può indicare una fascia elastica di protezione, soprattutto durante la notte. Il fastidio dei primi giorni è in genere molto contenuto e si controlla con i comuni analgesici.
Il ritorno alla vita sociale e al lavoro avviene di norma dopo circa 7 giorni, mentre l’attività sportiva riprende dopo circa 15 giorni. È prudente evitare l’esposizione al sole per circa 20 giorni. Il risultato si considera stabile a circa 15 giorni dall’intervento, quando gonfiore e piccoli lividi si sono riassorbiti.
Controindicazioni e rischi
L’otoplastica va rimandata in presenza di infezioni attive dell’orecchio o della cute nella zona da trattare e, nei bambini, se la crescita della cartilagine non è ancora completata. Richiedono una valutazione attenta le condizioni che interferiscono con la guarigione, come il diabete non controllato e i disturbi della coagulazione, oltre all’uso di farmaci che fluidificano il sangue. Il fumo rallenta la cicatrizzazione: va sospeso secondo le indicazioni del chirurgo.
Come ogni intervento chirurgico, anche l’otoplastica comporta alcuni rischi, per quanto poco frequenti: ematoma, infezione, cicatrici visibili o ipertrofiche, asimmetrie residue, alterazioni temporanee della sensibilità del padiglione, parziale recidiva della sporgenza. In alcuni casi può rendersi necessario un piccolo ritocco. Tutti questi aspetti vengono discussi con il paziente durante la visita preoperatoria al centro Novavita.
Domande frequenti
L’otoplastica fa male?
L’intervento si esegue in anestesia locale con sedazione, quindi durante la procedura si avverte al più qualche sensazione di trazione. Nei giorni successivi è normale un indolenzimento del padiglione, in genere contenuto e gestibile con i comuni analgesici indicati dal chirurgo.
A che età si può fare l’otoplastica?
La maggior parte dei pazienti ha tra i 6 e i 14 anni, perché il disagio è più sentito in età scolare. Non esiste un limite superiore di età: l’unico requisito è che l’accrescimento della cartilagine sia concluso. Nei bambini si preferisce l’anestesia generale.
Quando si vede il risultato?
Il miglioramento è visibile già alla rimozione della medicazione, anche se nei primi giorni gonfiore e piccoli lividi possono mascherarlo in parte. Il risultato si considera stabile dopo circa 15 giorni, quando i tessuti si sono assestati.
Posso espormi al sole dopo l’intervento?
È prudente evitare l’esposizione diretta al sole per circa 20 giorni, proteggendo poi le cicatrici nelle settimane successive con una protezione solare alta. Il chirurgo ti darà indicazioni precise in base alla stagione e al tipo di pelle.


