Ginecologia

Ormoni bioidentici in menopausa

La terapia con ormoni bioidentici è la terapia ormonale della menopausa condotta con molecole identiche a quelle prodotte dall'organismo, come il 17-beta-estradiolo e il progesterone micronizzato. Serve a controllare i disturbi che incidono sulla qualità della vita: vampate, sudorazioni notturne, sonno interrotto, secchezza vaginale. Si valuta e si segue al centro Novavita, in via Francesco de Mura 23, al Vomero a Napoli.

Che cosa sono gli ormoni bioidentici

Un ormone si dice bioidentico quando la sua struttura chimica è identica a quella dell'ormone prodotto dal corpo femminile. È il caso del 17-beta-estradiolo, il principale estrogeno dell'età fertile, e del progesterone micronizzato. Sono contenuti in farmaci registrati, a dosaggio definito e verificato, e rappresentano oggi l'impostazione più comune della terapia ormonale della menopausa.

Va detto con chiarezza che cosa il termine non significa. Bioidentico non vuol dire naturale, e non vuol dire privo di rischi: si tratta di farmaci a tutti gli effetti, che richiedono prescrizione, valutazione preliminare e controlli nel tempo.

Al centro Novavita si prescrivono sia le specialità a base di ormoni bioidentici prodotte dalle case farmaceutiche, sia preparazioni galeniche personalizzate, calibrate sulla fase della menopausa, sui sintomi riferiti e sui dosaggi ormonali della singola paziente. Le forme impiegate sono losanghe sublinguali, creme transdermiche, creme vaginali e ovuli.

Quando si valuta

La terapia si prende in considerazione quando i disturbi della menopausa incidono sulla vita quotidiana. I motivi più frequenti sono le vampate e le sudorazioni notturne, il sonno interrotto e la stanchezza che ne deriva, l'irritabilità e i cambiamenti dell'umore, la secchezza vaginale con dolore ai rapporti e il calo del desiderio. Un ulteriore motivo è la protezione dell'osso nelle donne a rischio di osteoporosi.

Conta anche il momento in cui si comincia. Iniziare vicino all'ingresso in menopausa, entro i primi anni e prima dei sessanta, offre in genere un rapporto fra benefici e rischi più favorevole rispetto a un avvio molto tardivo. Un capitolo a parte è la menopausa precoce, spontanea o conseguente a un intervento di asportazione delle ovaie: lì la terapia ha un ruolo diverso e va discussa in visita.

Non tutte le donne in menopausa hanno bisogno di una terapia ormonale. Quando i disturbi sono lievi, o quando riguardano soltanto la sfera genitale, si valutano prima le terapie locali e le opzioni non ormonali.

La valutazione prima di iniziare

La prescrizione non è mai automatica. La visita ricostruisce la storia personale e familiare, con attenzione particolare ai tumori ormono-sensibili, agli eventi trombotici, alle malattie cardiovascolari e del fegato, e mette a fuoco quali disturbi la paziente vuole davvero affrontare. Si valuta la pressione arteriosa, si aggiorna lo stato dei controlli di prevenzione e si stabilisce quale via di somministrazione è più adatta.

Gli accertamenti da eseguire prima di avviare la terapia sono soggetti a valutazione individuale e si stabiliscono caso per caso, in base alla storia clinica e ai disturbi riferiti.

Come si somministra

Le vie possibili sono diverse e la scelta non è indifferente. La via transdermica, con gel, cerotto o crema, fa passare l'estradiolo direttamente nel sangue evitando il primo passaggio nel fegato: è la modalità preferita nelle donne con fattori di rischio vascolare o metabolico. La via sublinguale, con le losanghe che si sciolgono sotto la lingua, evita anch'essa il passaggio epatico e consente un dosaggio calibrato sulla singola paziente. La via orale resta un'opzione valida in molte situazioni. La via vaginale, con creme o ovuli a basso dosaggio, si usa quando il problema è soltanto locale e non servono effetti sull'intero organismo.

Nelle donne che hanno ancora l'utero l'estrogeno non si somministra da solo: va sempre associato il progesterone, che protegge l'endometrio dalla stimolazione continua. Dopo un'isterectomia questa associazione non è necessaria. Lo schema può essere continuo o ciclico, e il dosaggio si imposta sul minimo che controlla i disturbi.

Sulle pagine di questo sito si indicano i principi attivi e non i nomi commerciali: la scelta del prodotto e della posologia spetta alla prescrizione medica, formulata in visita.

Risultati: cosa aspettarsi

Vampate e sudorazioni notturne rispondono per prime, spesso entro poche settimane, e con loro migliora di solito la qualità del sonno. I disturbi genitali seguono tempi più lenti, perché il tessuto ha bisogno di settimane o mesi per recuperare spessore e lubrificazione. L'umore e l'energia risentono in buona parte del riposo ritrovato.

È una terapia di mantenimento, non un ciclo che risolve una volta per tutte: alla sospensione i disturbi possono ripresentarsi, in forma piena o attenuata a seconda del momento in cui ci si trova. Va anche detto che la terapia ormonale non è un trattamento antietà e non va intrapresa con questo scopo.

Controindicazioni

La terapia ormonale sistemica non si avvia in presenza di carcinoma della mammella o dell'endometrio, in atto o pregresso, di sanguinamenti genitali non ancora diagnosticati, di trombosi venosa profonda o embolia polmonare in atto o in anamnesi, di malattia coronarica o cerebrovascolare, di epatopatia grave in fase attiva, di gravidanza accertata o sospetta. Richiedono cautela e una valutazione dedicata l'emicrania con aura, i fibromi uterini, l'endometriosi, l'ipertensione non controllata e i fattori di rischio trombotico noti.

Nessuno di questi punti si liquida con un sì o con un no generico: il quadro si valuta caso per caso e, quando la storia clinica lo richiede, la decisione si condivide con l'oncologo o con lo specialista che segue la paziente.

Effetti indesiderati, controlli e durata

Nei primi mesi possono comparire tensione al seno, gonfiore, nausea, mal di testa e piccole perdite ematiche fuori dal ciclo previsto dallo schema. Sono in genere transitori e spesso si risolvono aggiustando dose o via di somministrazione. Vanno invece segnalati subito dolore o gonfiore a una gamba, dolore toracico, difficoltà respiratoria improvvisa, un mal di testa insolito per intensità o caratteristiche, disturbi visivi, ittero o sanguinamenti abbondanti e persistenti.

Il percorso prevede controlli programmati, in cui si verificano i benefici ottenuti, la comparsa di effetti indesiderati e l'eventuale variazione del profilo di rischio; si aggiornano inoltre gli esami di prevenzione. Anche la frequenza dei controlli è soggetta a valutazione individuale e si definisce caso per caso. La durata complessiva non è stabilita in partenza: si rivaluta nel tempo, riducendo la dose o sospendendo quando i disturbi non la giustificano più.

Domande frequenti

Gli ormoni bioidentici sono più sicuri della terapia ormonale tradizionale?

Non sono una cosa diversa: sono la terapia ormonale della menopausa, nella forma che oggi si usa più spesso. La tollerabilità dipende dalla molecola, dalla via di somministrazione, dalla dose e dalla storia clinica della singola paziente, non dall'etichetta 'bioidentico'. La valutazione resta individuale.

La terapia ormonale fa ingrassare?

Gli studi non mostrano un aumento di peso attribuibile alla terapia in sé. In menopausa il peso tende comunque a crescere e il grasso si ridistribuisce sull'addome, per ragioni ormonali e metaboliche. Nei primi mesi si può avvertire gonfiore o tensione, che di solito si attenua.

Per quanto tempo si può portare avanti?

Non esiste una scadenza fissa uguale per tutte. La terapia si rivaluta periodicamente insieme alla ginecologa, tenendo conto dei sintomi, dei benefici che porta e del profilo di rischio, che cambia con l'età. Si può ridurre la dose o sospenderla quando non serve più.

Posso farla se ho avuto un tumore al seno?

Di regola no: un carcinoma mammario in atto o pregresso è una controindicazione alla terapia ormonale sistemica. Esistono però opzioni non ormonali per le vampate e per i disturbi genitali, e ogni situazione va discussa insieme all'oncologo. Parlane apertamente durante la visita.

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