Ginecologia
Riabilitazione del pavimento pelvico
La riabilitazione del pavimento pelvico è un percorso terapeutico che migliora tono, forza e coordinazione dei muscoli pelvici con chinesiterapia, biofeedback ed elettrostimolazione. È indicata in caso di incontinenza, disfunzioni del pavimento pelvico e dolore nei rapporti, e si svolge su protocollo personalizzato al centro Novavita, in via Francesco de Mura 23, al Vomero a Napoli.

A cosa serve
L’obiettivo terapeutico della riabilitazione è il miglioramento del tono e della coordinazione dei muscoli pelvici. Le tecniche utilizzate, chinesiterapia, biofeedback ed elettrostimolazione, vengono applicate sulla base di un protocollo personalizzato, costruito sui deficit muscolari all’origine dei sintomi di ogni singola paziente.
Il protocollo riabilitativo può essere indirizzato al miglioramento del tono e della resistenza muscolare (per esempio nell’incontinenza o in gravidanza), al ripristino della coordinazione muscolare (dissinergia addomino-pelvica, vaginismo, anismo) oppure al miglioramento della funzione sessuale.
Le cause delle disfunzioni del pavimento pelvico
Il pavimento pelvico è una struttura muscolo-tendinea che chiude in basso il bacino. Le sue strutture avvolgono gli organi pelvici (vescica, utero e retto), li sostengono e nel loro tratto finale formano gli sfinteri: il pavimento pelvico partecipa quindi attivamente alla funzione urinaria, fecale, sessuale e riproduttiva.
La gravidanza, il parto naturale, l’aumento cronico della pressione addominale (stitichezza, obesità, bronchite cronica), le modificazioni ormonali della gravidanza e della menopausa, gli interventi chirurgici sulla pelvi e una predisposizione genetica individuale possono allungare e assottigliare le fibre muscolari e il tessuto connettivo che compongono il pavimento pelvico. La conseguenza è la perdita della funzione di sostegno e di continenza degli organi pelvici.
I sintomi
I sintomi delle disfunzioni del pavimento pelvico dipendono dalla perdita di funzione degli organi pelvici e si possono suddividere in tre gruppi:
- Sintomi urinari: incontinenza, difficoltà alla minzione, incompleto svuotamento vescicale, urgenza minzionale, senso di peso pelvico.
- Sintomi sessuali: dolore o impossibilità ad avere rapporti, riduzione della sensibilità vaginale e del piacere, difficoltà a raggiungere l’orgasmo e alcune forme di impotenza maschile.
- Sintomi fecali: incontinenza a gas o feci, stipsi, defecazione difficoltosa, malattia emorroidaria o ragadi anali ricorrenti, senso di incompleto svuotamento, evacuazioni ripetute.
Cure e trattamenti: come si svolge la riabilitazione
La prima fase è la presa di coscienza della posizione e della funzione dei muscoli pelvici. Insieme al terapista si impara a contrarre e rilasciare questi muscoli, per poterli poi allenare con esercizi specifici. È un passaggio fondamentale: i muscoli del pavimento pelvico lavorano quasi sempre in modo involontario e di solito non si ha coscienza del loro utilizzo.
La presa di coscienza e l’allenamento sono monitorati costantemente dal terapista con apparecchiature dedicate che, attraverso sonde endocavitarie, rilevano l’attività muscolare (biofeedback). La verifica continua della corretta attività muscolare durante gli esercizi è alla base del successo del protocollo: la difficile individuazione dei muscoli e il loro controllo incompleto sono infatti il principale motivo di fallimento delle tecniche e dei dispositivi fai da te.
Al percorso classico si può affiancare una tecnologia non invasiva basata sull’energia elettromagnetica focalizzata: una seduta induce migliaia di contrazioni sovramassimali dei muscoli del pavimento pelvico, utili nella rieducazione muscolare e nel trattamento dell’incontinenza.
Al centro Novavita il percorso viene definito dopo la valutazione ginecologica: in base al quadro clinico si combinano chinesiterapia, biofeedback, elettrostimolazione e, quando indicata, la tecnologia elettromagnetica.
Controindicazioni
La riabilitazione del pavimento pelvico è un trattamento non invasivo e ben tollerato. L’elettrostimolazione non viene utilizzata nelle portatrici e nei portatori di pacemaker o defibrillatore, per prudenza, anche se non esistono controindicazioni assolute. Le tecniche strumentali (elettrostimolazione ed energia elettromagnetica) vengono inoltre evitate o rinviate in gravidanza, in presenza di infezioni urogenitali in atto, di lesioni nella zona da trattare o di patologie pelviche in corso di accertamento. La visita iniziale serve proprio a escludere le situazioni che richiedono cautela e a scegliere le tecniche adatte al singolo caso.
Effetti indesiderati e precauzioni
Gli effetti indesiderati sono in genere modesti e transitori: un lieve indolenzimento muscolare dopo le prime sedute, simile a quello di un allenamento, un fastidio iniziale legato alle sonde endocavitarie, una sensazione di formicolio o di contrazione durante l’elettrostimolazione. Il fastidio non deve mai essere intenso: segnalarlo al terapista permette di adattare intensità ed esercizi. Ogni programma viene comunque impostato e seguito dopo valutazione medica.
Domande frequenti
La riabilitazione del pavimento pelvico fa male?
Di norma no. Le sonde endocavitarie possono dare un lieve fastidio iniziale e durante l’elettrostimolazione si avverte un formicolio o una contrazione indotta, sensazioni modeste e transitorie. Se un esercizio risulta fastidioso, il terapista adatta intensità e programma.
Quante sedute servono?
Dipende dal disturbo di partenza e dalla risposta muscolare: il numero di sedute viene definito in visita e aggiornato durante il percorso. La costanza negli esercizi, anche a casa, incide molto sul risultato.
Posso fare gli esercizi da sola con dispositivi fai da te?
La difficile individuazione dei muscoli pelvici e il loro controllo incompleto sono il principale motivo di fallimento delle tecniche fai da te. È meglio apprendere gli esercizi con il terapista e il biofeedback, poi proseguire a casa con il programma assegnato.
È utile anche in gravidanza o dopo il parto?
Sì. In gravidanza il lavoro sul tono e sulla resistenza muscolare aiuta a prevenire l’incontinenza, mentre dopo il parto favorisce il recupero del pavimento pelvico. Le tecniche strumentali vengono scelte con prudenza in base al periodo.


