Ginecologia
Ringiovanimento vulvo-vaginale
Il ringiovanimento vulvo-vaginale comprende trattamenti ambulatoriali, laser, radiofrequenza, veicolazione transdermica e filler a base di acido ialuronico, che restituiscono elasticità, lubrificazione e tono ai tessuti intimi. È indicato per le donne con secchezza, lassità o piccole perdite di urina, spesso dopo la menopausa, e si esegue al centro Novavita, al Vomero a Napoli.

Le cause
Il corpo si trasforma con gli anni e, come la pelle del viso, anche i tessuti della zona genitale risentono del tempo che passa. Quest’area è molto sensibile alle variazioni ormonali: la carenza di estrogeni legata alla menopausa genera atrofia vulvo-vaginale in oltre il 50% delle donne, con perdita di turgore, elasticità e in certi casi anche di sensibilità. Ne risentono la lubrificazione, che diventa ridotta o assente, e la tenuta della vescica.
La carenza estrogenica può verificarsi anche in donne giovani, durante periodi di amenorrea fisiologica come l’allattamento o per amenorrea da altre cause, tra cui le terapie oncologiche. Contribuiscono inoltre fattori fisici locali: cicatrici conseguenti a episiotomia, traumi, interventi chirurgici vaginali, esiti di radiazioni ionizzanti o di chemioterapia. Anche la componente psicologica ha un peso: la paura del dolore riduce la lubrificazione e aumenta la tensione dei muscoli pelvici, innescando un circolo vizioso che peggiora il disagio a ogni rapporto.
I sintomi
I disturbi più frequenti sono senso di secchezza e di bruciore, piccole perdite di urina dopo uno starnuto o un colpo di tosse e cistiti più frequenti, comprese quelle che compaiono dopo i rapporti. I problemi maggiori si manifestano durante l’attività sessuale: anche con l’aiuto dei lubrificanti, per molte donne la penetrazione è dolorosa (dispareunia) e il rapporto in sé diventa fonte di disagio psichico oltre che fisico, con ricadute sull’autostima e sulla vita di coppia.
In cosa consiste il ringiovanimento vulvo-vaginale
Il ringiovanimento vulvo-vaginale riunisce tecniche ambulatoriali che migliorano la funzionalità, il benessere e l’aspetto estetico dei genitali femminili, con benefici concreti anche sull’autostima e sulla qualità della vita.
Laser, radiofrequenza e veicolazione transdermica
La stimolazione della mucosa endovaginale con tecniche laser (laser CO2 frazionato, laser a diodo da 1540 nanometri, laser Erbium), con la radiofrequenza o con veicolatori transdermici produce un effetto di tonificazione dei tessuti, il cosiddetto «vaginal tightening»: ripristina la lubrificazione e l’elasticità vulvo-vaginale e migliora la funzionalità della vescica, riducendo incontinenza, nicturia, urgenza minzionale e cistiti post-coitali.
Filler vaginale e lipofilling
Il filler vaginale è un gel a base di acido ialuronico, studiato per avere una densità adatta ai genitali: ridona pienezza e turgore alle piccole e alle grandi labbra e può correggere le cicatrici rimaste dopo il parto, come quelle dovute all’episiotomia. In alternativa c’è l’autolipotrapianto, noto anche come lipofilling: il grasso viene prelevato con cannule da altre zone del corpo, come fianchi o natiche, e iniettato nella zona vulvare.
Altre opzioni
Su richiesta è possibile anche uno sbiancamento dei genitali con peeling, terapie iniettive e laser. Le pazienti in menopausa possono inoltre valutare in visita protocolli di terapia ormonale sostitutiva di nuova generazione, da associare ai trattamenti locali.
Come si svolge e quante sedute servono
Le procedure sono ambulatoriali e si eseguono in pochi minuti, in genere senza bisogno di anestesia. Per laser, radiofrequenza e veicolazione transdermica si programmano dai 3 agli 8 trattamenti da 15-20 minuti nell’arco di 4-6 mesi; per conservare i benefici basta poi una seduta di mantenimento ogni 6 mesi.
Il filler vulvare prevede iniezioni di acido ialuronico e in genere richiede più sedute; l’anestesia locale si riserva ai casi di sensibilità elevata al dolore. I risultati durano da 6 mesi a 1 anno, a seconda del tipo di gel utilizzato e delle caratteristiche della paziente. Dopo il trattamento è bene evitare i rapporti sessuali per qualche giorno, non praticare attività che comportino pressione sulla zona vulvare, indossare biancheria intima comoda, non colorata e in fibre naturali, e non depilare la zona per non stressarla.
Controindicazioni
I trattamenti di ringiovanimento si rimandano o si evitano in caso di gravidanza e allattamento, infezioni genitali o urinarie in atto, sanguinamenti genitali non ancora diagnosticati e lesioni o dermatosi vulvo-vaginali da chiarire prima di qualunque procedura. Per i trattamenti iniettivi, come il filler, servono cautele aggiuntive in presenza di allergie note ai componenti del gel o di disturbi della coagulazione. Le terapie ormonali, anche di nuova generazione, richiedono una valutazione caso per caso nelle donne con storia di tumori ormono-sensibili, da condividere con l’oncologo. La visita ginecologica preliminare serve proprio a escludere le controindicazioni e a scegliere la combinazione di trattamenti più adatta.
Effetti indesiderati e precauzioni
Dopo laser e radiofrequenza sono comuni e transitori arrossamento, sensazione di calore, lieve gonfiore e perdite modeste per alcuni giorni. Dopo il filler possono comparire gonfiore, piccoli lividi o indolenzimento nella sede delle iniezioni, che si risolvono spontaneamente. In tutti i casi è prudente astenersi dai rapporti per alcuni giorni e seguire le indicazioni di igiene intima fornite dallo specialista; sintomi intensi, persistenti o diversi da quelli descritti vanno segnalati al medico.
Domande frequenti
I trattamenti di ringiovanimento vaginale fanno male?
In genere sono ben tollerati: laser e radiofrequenza si eseguono senza anestesia e la maggior parte delle donne avverte solo calore o un pizzicore sopportabile. Il filler comporta punture modeste; nelle pazienti più sensibili si può usare un’anestesia locale. Il fastidio si esaurisce in poche ore.
Quante sedute servono e ogni quanto va ripetuto il trattamento?
Per laser, radiofrequenza e veicolazione transdermica il percorso tipico prevede dai 3 agli 8 trattamenti da 15-20 minuti nell’arco di 4-6 mesi, poi una seduta di mantenimento ogni 6 mesi. Il filler richiede in genere più sedute e si ripete quando l’effetto si attenua.
Quanto dura l’effetto del filler vaginale?
Da 6 mesi a 1 anno, a seconda del tipo di gel utilizzato e delle caratteristiche della paziente. L’acido ialuronico viene riassorbito gradualmente dall’organismo: quando l’effetto si attenua, il trattamento si può ripetere dopo una nuova valutazione in visita.
Posso fare questi trattamenti dopo una terapia oncologica?
Spesso sì: proprio le donne con carenza estrogenica legata alle terapie oncologiche possono trarne beneficio, con opzioni non ormonali come laser, radiofrequenza o acido ialuronico. La scelta va però condivisa caso per caso con la ginecologa e con l’oncologo curante, in base al tipo di tumore e alle terapie in corso.


